Reg.delib.n.  603

Prot. n.

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

O G G E T T O:

Approvazione delle linee-guida per la redazione dei Piani di protezione civile comunali, compilate secondo le disposizioni dell'art. 6, comma 2, della L.P. 1° luglio 2011, n° 9 - "Disciplina delle attività di protezione civile in provincia di Trento".

Il giorno 17 Aprile 2014 ad ore 08:40 nella sala delle Sedute

in seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunita

LA GIUNTA PROVINCIALE

sotto la presidenza del

 

PRESIDENTE

Ugo Rossi

     

Presenti:

VICE PRESIDENTE

Alessandro Olivi

 

ASSESSORI

Donata Borgonovo Re

   

Carlo Daldoss

   

Michele Dallapiccola

   

Sara Ferrari

   

Mauro Gilmozzi

   

Tiziano Mellarini

     
     
     
     
     
     

Assiste:

LA DIRIGENTE

Patrizia Gentile

   

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta

 

Il Relatore comunica.

La protezione civile trentina, intesa sia come volontariato sia come componente professionistica, sta operando sul territorio provinciale, nazionale ed internazionale con competenza, passione ed entusiasmo unanimemente riconosciuti.  

La legge provinciale 9/2011, nel riformare l’intero sistema della protezione civile, ha riservato particolare attenzione a “pianificare” la risposta che deve essere data a qualunque emergenza che si dovesse presentare sul territorio provinciale. Ciò può essere fatto immaginando, prima del verificarsi della calamità (nel cosiddetto “tempo di pace”), tutte le emergenze possibili (ancorché realistiche) e studiare i modi attraverso i quali operare per assicurare risposte tempestive e pertinenti, in modo da minimizzare danni e disagi e garantire sicurezza ai cittadini.

Gli “Strumenti di pianificazione della protezione civile provinciale”, stabiliti all’art. 20 della citata legge 9/2011, sono individuati nei seguenti:

-     il Piano di protezione civile provinciale riferito all’intero territorio provinciale;

-     i Piani di protezione civile locali, che si distinguono in comunali e in sovra comunali, in quanto riferiti rispettivamente al territorio di ciascun Comune e a quello di ciascuna Comunità.

Le disposizioni transitorie recate dalla legge provinciale n. 9/2011 prevedono che i Piani di protezione civile sovra comunali siano adottati a seguito del trasferimento alle Comunità delle funzioni in materia di protezione civile e che fino all'approvazione di tali Piani, all'organizzazione e alla gestione dei servizi di pronto intervento e di presidio territoriale locale provvedono i Comuni, singoli o associati.

A tutt’oggi non risultano ancora trasferite alle Comunità le funzioni di protezione civile. Peraltro può essere opportuno, in presenza di tutta una serie di circostanze che riguardino, ad esempio, le ridotte dimensioni territoriali di un Comune, la presenza di un rischio collettivo che abbracci più territori, la presenza di strutture di accoglienza “sicure” solo in territori comunali limitrofi, ecc. una redazione del Piano comunale “ampliata” a più Comuni, pur rimanendo necessaria l’approvazione del Piano medesimo da parte di ciascun Comune.  

Il comma 1 dell’art. 21 della legge 9/2011 stabilisce che la Provincia approvi il proprio Piano di protezione civile, sentiti i Comuni e le Comunità territorialmente interessati riguardo agli aspetti relativi a specifici scenari di carattere locale.

Per quanto riguarda il necessario coordinamento fra i Piani (Provinciale e Comunali/Comunità), si è scelto un approccio misto “top-down” e “bottom-up”, nel senso che le linee-guida per la redazione dei Piani comunali, di cui si propone l’approvazione con il presente atto, sono costruite partendo (top-down) da una serie di documenti, piani, programmi già esistenti e che rappresentano l’ossatura del sistema della protezione civile e che ricomprendono gli aspetti di previsione, di prevenzione, di protezione e di gestione dell’emergenza attualmente vigenti a livello provinciale (ad esempio il Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche, le carte delle pericolosità, la carta dei rischi, il Piano generale delle opere di prevenzione delle calamità, il Piano delle opere idrauliche, il sistema di allerta provinciale, ecc.). Il Piano di protezione civile provinciale verrà invece redatto ed approvato successivamente (bottom-up) alla redazione dei Piani comunali, che dovranno essere costruiti secondo le presenti linee-guida, e che dovranno fornire gli elementi puntuali e di dettaglio necessari per dare completezza al Piano provinciale.

Venendo all’illustrazione delle linee-guida di cui si propone l’approvazione con il presente atto, va detto che il piano di protezione civile comunale è l’insieme organico di dati (caratteristiche del territorio, mappa generale dei rischi, disponibilità di risorse umane e materiali, ecc.) e procedure (sistema di comando e controllo, sistema d’allarme, modello d’intervento) relativo all’organizzazione dell’apparato di protezione civile sul territorio comunale, finalizzato a consentirne l’ottimale impiego in caso d’emergenza.

I Piani di protezione civile comunali definiscono le tipologie delle emergenze e delle attività di protezione civile ed individuano le risorse e i servizi messi a disposizione dai Comuni.

La legge 9/2011, relativamente ai compiti e alle procedure delle Amministrazioni comunali nel campo della pianificazione di protezione civile, stabilisce:

-     all’art. 8, comma 2, che i Comuni provvedano, singolarmente alle attività di protezione civile di interesse comunale;

-     all’art. 20, comma 4, che i Piani di protezione civile definiscano l'organizzazione dell'apparato di protezione civile, stabiliscano le linee di comando e di coordinamento nonché organizzino le attività di protezione;

-     all’art. 21, comma 2, che alla redazione dei piani di protezione civile comunali concorrano i comandanti dei corpi dei VVF volontari e il volontariato locale e per quelli sovra comunali anche gli ispettori delle unioni distrettuali VVF;

-     all’art. 35, comma 1, che il Sindaco è l’autorità di protezione civile comunale;

-     all’art. 35, comma 2, che il Comune interviene per la gestione dell'emergenza secondo quanto previsto dal Piano di protezione civile comunale, avvalendosi dei corpi VVF volontari nonché delle altre risorse organizzative, umane e strumentali di cui dispone, e adotta le misure e i provvedimenti di sua competenza nella gestione delle emergenze d'interesse locale;

-     all’art. 35, comma 4, che se necessario, una o più strutture operative della protezione civile o altre strutture organizzative della Provincia supportino il Comune per la gestione dell'emergenza, sulla base dell'allertamento disposto dalla centrale unica di emergenza;

-     all’art. 35, comma 5, che il comandante del corpo volontario VVF competente per territorio supporti il Sindaco per le valutazioni tecniche dell'evento, delle criticità, dei danni attuali e potenziali, per la definizione, la programmazione e il coordinamento delle attività e degli interventi necessari per fronteggiare l'emergenza, compresi il presidio territoriale e il controllo dell'evoluzione della situazione;

-     all’art. 35 comma 7, che quando il Comune, per la gestione dell'emergenza, si avvale delle organizzazioni di volontariato convenzionate con la Provincia, i responsabili delle loro articolazioni locali presenti sul territorio supportino il Sindaco nell'individuazione, programmazione e organizzazione degli specifici interventi specialistici a esse affidati;

Tenuto conto di quanto stabilito all’art. 6, comma 2, della legge 9/2011 (alla Provincia sono riservate le funzioni, i compiti e le attività di regolazione, di programmazione, di organizzazione, d'indirizzo e di coordinamento della protezione civile e dei servizi antincendi), si è scelta la strada delle “linee-guida” per la redazione dei Piani di protezione civile comunali per indirizzare i Comuni verso la stesura di un documento il più possibile uniforme per tutti, che consenta una “comparazione” fra i Piani di Comuni che presentano affinità di territorio e/o di rischi e che ne consenta  l’informatizzazione per agevolare l’aggiornamento nonché la lettura e lo “studio” anche da parte dei cittadini.

Per facilitare la redazione dei Piani di protezione civile comunali verrà pubblicato, sul sito della protezione civile provinciale, anche una sorta di “Piano-tipo”, ottenuto dall’applicazione delle linee-guida ad un Comune-tipo, affinché costituisca utile esempio per fugare i dubbi delle Amministrazioni comunali: il Dipartimento provinciale della protezione civile rimarrà a disposizione per fornire tutto l’aiuto necessario.

Vale la pena ricordare che l’attuale organizzazione del soccorso sanitario e del soccorso tecnico urgente, espletati dalle strutture sanitarie e dai Corpi dei Vigili del Fuoco volontari e permanenti, rimane invariata ancorché comunque inserita e raccordata con il Piano di protezione civile comunale che definisce ed affronta, invece, le emergenze non routinarie e quelle più gravi e complesse.  

Per consentire una partecipazione il più ampia possibile e considerato che i Piani di protezione civile comunali debbono essere redatti da parte delle Amministrazioni comunali con la “concorrenza” dei Comandanti dei Corpi dei Vigili del Fuoco competenti per territorio, le linee-guida sono state inviate, con nota prot. n. 663415 di data 4 dicembre 2013, al Consiglio delle autonomie locali della provincia di Trento ed alla Federazione dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari del Trentino.

Inoltre sono stati promossi nelle sedi e nelle date sotto elencate diversi incontri sul territorio al fine di condividere con tutti i Sindaci, con tutti i Comandanti dei Corpi volontari dei VVF e con gli Ispettori delle Unioni distrettuali dei VVF del Trentino, i principi contenuti nelle linee-guida:

-     Borgo Valsugana – 13 marzo 2014;

-     Mezzolombardo – 17 marzo 2014;

-     Cles – 17 marzo 2014;

-     Mori – 18 marzo 2014;

-     Gardolo – 19 marzo 2014;

-     Moena – 20 marzo 2014;

-     Tione – 27 marzo 2014.

Con nota del 6 marzo 2014, il Consiglio delle autonomie locali della provincia di Trento ha espresso il proprio parere favorevole sul testo delle linee-guida, così come la Federazione dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari del Trentino che lo ha fatto con nota prot. n. 849/MD del  3 aprile 2014.

Con riferimento al presente provvedimento, quale atto a contenuto programmatico soggetto al parere preventivo - deliberazione della Giunta provinciale n. 92 del 3 febbraio 2014 - sono stati acquisiti i pareri favorevoli dei Servizi di staff.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA PROVINCIALE

- udita la relazione;

- viste la legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9;

- a voti unanimi espressi nelle forme di legge,

delibera

1.  di approvare l’elaborato denominato “Linee guida per la redazione dei piani di protezione civile comunali, allegato alla presente deliberazione e che ne costituisce parte integrante;

2.  di disporre che il documento di cui al punto 1. costituisce linea d’indirizzo per la pianificazione comunale di protezione civile per tutte le Amministrazioni comunali della Provincia autonoma di Trento;

3.  di individuare la data del 30 luglio 2014 quale termine entro il quale le Amministrazioni comunali redigeranno il Piano di protezione civile comunale nel rispetto delle linee-guida di cui al punto 1;

4.  di incaricare il Dipartimento della protezione civile provinciale di fornire attività di supporto alle Amministrazioni comunali per la redazione del Piano in questione, e di pubblicare le linee-guida nel sito istituzionale della protezione civile trentina;

5.  di dare atto che il presente provvedimento non comporta oneri finanziari a carico del bilancio provinciale.

RBE

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO


Pag. di 5  RIFERIMENTO: 2014-D327-00014